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Palma Radar PDF Stampa E-mail
Scritto da chiupin   
Lunedì 11 Novembre 2013 15:19

 

Raduno a Vieste dei veterani di “Palma Radar

Breve storia di “Palma radar

Dopo l’istituzione della Nato, di cui l’Italia fu membro fondatore, nel 1949, ebbe inizio la ricostruzione delle Forze Armate Italiane, uscite distrutte dal conflitto mondiale appena conclusosi.    All’Aeronautica Militare toccò, tra l’altro, la pianificazione e l’organizzazione tecnico-operativa della Difesa Aerea Territoriale (DAT), che si basava sulle nuove strategie del radar, a terra, per l’avvistamento degli aeromobili  e la sorveglianza dello spazio aereo nazionale; e del mezzo aereo da caccia, pronto al decollo dalla propria base, per il controllo  e l’intercettazione di targets sconosciuti o ostili.

In pochi anni, la penisola italiana, soprattutto lungo la frontiera del Mare Adriatico, fu munita di varie postazioni  radar, che, nei piani della politica militare occidentale, dovevano costituire un anello importante della catena difensiva,  dalla Norvegia alla Turchia. L’Italia fronteggiò la situazione, sfruttando, dove fu possibile, vecchi aeroporti, e richiamando in servizio molti piloti collocati in congedo dopo la guerra, i quali,  competenti di navigazione e circolazione aerea, dopo un breve corso formativo, si resero pronti come istruttori, e come prime cellule operative in ogni reparto di Difesa aerea.

L’aeroporto Gino Lisa di Foggia fu sede provvisoria di una delle prime postazioni radar italiane, equipaggiata con apparati  inglesi della Marconi, residui bellici  della famosa Battaglia d’Inghilterra,  combattuta tra le forze aeree inglesi da caccia e quelle  tedesche di attacco. Il nome in codice di quella struttura militare foggiana, per le comunicazioni operative,  fu Palma (Radar). Questo stesso nominativo mantenne la base militare di Vieste,  che subentrò a quella di Gino Lisa nel corso del 1959. Nei primi giorni di luglio di quell’anno, infatti, avvenne il trasferimento del Reparto da Foggia a Vieste.

La postazione radar di Vieste, anch’essa provvisoria, malgrado fosse dotata di potenti apparati americani di nuova generazione elettronica, operò fino al 1964. Era già pronta un’altra base di Difesa Aerea, questa volta non provvisoria il Centro radar di Jacotenente.  La storia di Palma Radar finisce qui, sulla soglia dell’avvento del computer nelle tecnologie militari di Difesa Aerea.

Dopo mezzo secolo da quella data, alcuni veterani, riunendosi in Comitato organizzativo, a Vieste, invitano quanti hanno condiviso la storia di Palma Radar, con qualsiasi grado e con qualsiasi mansione, a incontrarsi a Vieste, in un certo giorno, presumibilmente tra la fine di maggio e l’inizio di giugno del   2014, per bere  una birra insieme, possibilmente non ghiacciata.

 


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